Che cos’è l’intelligenza artificiale e a cosa serve

L’intelligenza artificiale esiste già da alcuni decenni. All’inizio implementava attività semplici come il filtro antispam, i consigli sui contenuti o la pubblicità personalizzata sui siti web. Ora si sta evolvendo e sta portando grandi innovazioni: pensiamo alle auto a guida autonoma, agli altoparlanti intelligenti e ai sistemi predittivi.

Perché ha iniziato ad evolversi così in fretta? Innanzitutto grazie all’accumulo di una grande quantità di dati a cui possiamo accedere. In secondo luogo, sono emerse reti neurali. Si scopre che le prestazioni del tradizionale sistema di intelligenza artificiale smettono di crescere oltre una certa quantità di dati. Ma il sistema di reti neurali diventa più preciso all’aumentare della quantità di dati.

Che cos’è l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è un enorme set di strumenti per far sì che i computer si comportino in modo intelligente. La definizione è piuttosto ampia. Questo dà alle aziende la possibilità di affermare che stanno usando l’IA per ogni tecnica che imita il comportamento umano.

L’intelligenza artificiale sta diventando una parte sempre più grande della nostra vita, poiché la tecnologia che sta dietro diventa sempre più avanzata. Le macchine stanno migliorando la loro capacità di “imparare” dagli errori e cambiare il modo in cui affrontano un’attività la prossima volta che la provano.

Alcuni ricercatori stanno anche cercando di insegnare ai robot i sentimenti e le emozioni.

A cosa serve

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per molti compiti e attività diversi.

Dispositivi elettronici personali o account (come i nostri telefoni o social media) usano l’IA per saperne di più su di noi e sulle cose che ci piacciono. Un esempio sono i servizi di intrattenimento come Netflix che utilizza la tecnologia per capire cosa ci piace guardare e raccomandare altri spettacoli in base a ciò che apprendono. Stessa cosa fa Spotify per la musica e Facebook per gli interessi da mostrarci nella nostra pagina.

Può rendere i videogiochi più stimolanti studiando come si comporta un giocatore, mentre anche gli assistenti domestici come Alexa e Siri fanno affidamento su di essa.

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata in ambito sanitario, non solo a scopo di ricerca, ma anche per prendersi più cura dei pazienti attraverso diagnosi e monitoraggio migliorati.

Ha anche usi all’interno dei trasporti. Per esempio, le auto senza conducente sono un esempio della tecnologia AI in azione, mentre viene ampiamente utilizzata nel settore dell’aviazione (ad esempio, in simulatori di volo).

Gli agricoltori possono utilizzare l’IA per monitorare colture e condizioni e fare previsioni, che li aiuteranno a essere più efficienti.

Come è nata

Il termine “intelligenza artificiale” fu usato per la prima volta nel 1956.

Negli anni ’60, gli scienziati insegnavano ai computer come imitare o copiare il processo decisionale umano.

Ciò si è sviluppato nella ricerca sull’apprendimento automatico, in cui ai robot è stato insegnato a imparare da soli e ricordare i propri errori, anziché semplicemente copiare. Gli algoritmi svolgono un ruolo importante nell’apprendimento automatico poiché aiutano computer e robot a sapere cosa fare.

Da qui, la ricerca ha continuato a svilupparsi, con gli scienziati che ora esplorano la “percezione della macchina”. Ciò implica fornire a macchine e robot sensori speciali che li aiutino a vedere, ascoltare, sentire e gustare cose come fanno gli umani – e ad adattare il loro comportamento come risultato di ciò che percepiscono.

L’idea è che più questa tecnologia si sviluppa, più i robot saranno in grado di “capire” e leggere le situazioni e determinare la loro risposta come risultato delle informazioni che raccolgono.

Preoccupazioni per l’intelligenza artificiale

Molte persone hanno dubbi e paura sulla tecnologia dell’IA, affermano che insegna troppo ai robot che si sostituiranno agli esseri umani.

Anche il famoso scienziato Stephen Hawking ne ha parlato in passato. Ha detto che sebbene l’intelligenza artificiale che abbiamo realizzato finora sia stata molto utile, il suo pensiero era che, se insegnassimo troppo ai robot, potevano essi potevano diventare più intelligenti degli umani e potenzialmente causare problemi.

Anche le persone hanno espresso preoccupazione per la privacy. Ad esempio, i critici pensano che potrebbe diventare un problema se l’IA impari troppo su ciò che ci piace guardare online e ci incoraggia a dedicare troppo tempo ai dispositivi elettronici.

Un’altra preoccupazione per l’IA è che se robot e computer diventano molto intelligenti, potrebbero imparare a fare lavori che le persone dovrebbero fare di solito , che potrebbero lasciare alcune persone disoccupate.

Altre persone non sono d’accordo, affermando che la tecnologia non sarà mai così avanzata come i pensieri e le azioni umane, quindi non c’è il pericolo che i robot “prendano il controllo” nel modo descritto da alcuni critici.

La preoccupazione legata al mondo del lavoro è piu’ tangibile e reale. Molti “automi” hanno infatti sostituito il lavoro umano, soprattutto nelle fabbriche.

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