Cosa insegna il caso Samsung Note 7

Suona il requiem per il Samsung Note 7?

Il Note 7 è stato presentato alla stampa il 2 Agosto 2016, segnando il ritorno in pompa magna della serie Note in Italia (e in Europa). Uno smartphone che aveva tutto per essere il migliore dell’anno. Nessuna azienda è stata in grado di creare un vero concorrente.

Nei piani dell’azienda doveva essere reso disponibile in Italia il 2 Settembre 2016. Come spesso accade, però, la vendita reale oltreoceano è iniziata qualche giorno prima. Infatti i primi casi di esplosione risalgono al 25 Agosto.  All’inizio le combustioni sembravano legate ad episodi in cui si utilizzavano accessori non originali.

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Però, le segnalazioni di Note 7 esplosi sono aumentate. Proprio il 2 Settembre, il giorno in cui sarebbe dovuta iniziare la vendita ufficiale del dispositivo in Italia, Samsung richiama tutte le unità già spedite per capire e risolvere il problema, annunciando che la vendita riprenderà normalmente per ottobre-inizio novembre. Viene anche rilasciato un aggiornamento software che limita la batteria al 60% pur di evitare che le unità difettose manifestassero il problema, per questioni di sicurezza. Qualche giorno dopo l’azienda si impegna a sostituire le unità problematiche, rimettendo in vendita lo smartphone il 3 Ottobre 2016.

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Ma purtroppo iniziano subito ad arrivare notizie di smartphone sostituiti, e quindi ‘’in teoria’’sicuri, esplosi nuovamente tra le mani dei consumatori, le compagnie aeree vietano l’utilizzo del dispositivo a bordo e i casi di combustione diventano quasi quotidiani. Addirittura viene evacuato un aereo a causa di un incidente causato dal Note 7. Finalmente l’11 Ottobre 2016 arriva la notizia che Samsung blocca la vendita del dispositivo. Inizialmente si pensa a un blocco temporaneo, dopo qualche ora però arriva l’ufficialità della morte di Note 7, il dispositivo non verrà più messo in vendita e tutte le unità dovranno tornare a Samsung, l’azienda non è riuscita a metterci una pezza.

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Questa è la mera cronaca. Ora mi chiedo: Perché il Note 7 esplode? Probabilmente il vero motivo dell’esplosione di alcuni esemplari di Note 7 non lo conosce nemmeno Samsung al momento. Altrimenti non si spiegherebbe la combustione dei modelli sostituiti. Inizialmente, però, si era parlato di un problema che interessava esclusivamente la batteria. Ed effettivamente l’ipotesi più accreditata si svilupperebbe nel seguente modo: all’interno della batteria di uno smartphone gli ioni di litio si spostano dall’anodo al catodo durante il funzionamento e viceversa durante la ricarica, un difetto di progettazione causerebbe il contatto tra i due elettrodi, questo porterebbe attraverso vari passaggi a un aumento del calore e conseguentemente alla combustione.

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Il condizionale è d’obbligo, per un motivo ben preciso: questa è l’ipotesi accettata anche da Samsung inizialmente. Ma poiché l’azienda non è riuscita a risolvere il problema le vere dinamiche sarebbero ancora poco chiare. Si è parlato infatti anche di reazioni anomale degli elettroliti causate dal surriscaldamento dello smartphone. Il processo che porta alla combustione, però, dovrebbe essere quello descritto, mentre le cause legate ad esso sono ancora poco chiare. Una delle ultime ipotesi riguarda la simmetria dello smartphone: le batterie prodotte da SDI sarebbero leggermente troppo larghe per l’alloggiamento, questo causerebbe delle piegature anomale della batteria e, conseguentemente, il contatto tra i componenti interni.

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Mi è venuto quindi un dubbio: siamo stati usati noi utenti come beta tester?  Perché lanciare uno smartphone senza aver eseguito i dovuti test? Il mercato mobile corre da anni a velocità elevate. Ogni sei mesi un’azienda presenta un suo top di gamma e la maggior parte dei produttori di smartphone agisce in questo modo.

Novità e lanci di nuovi device avvengono per sfruttare questo mercato ancora pieno di interesse da parte dei consumatori. Settembre è il mese che segna la seconda ondata di top di gamma. La prima riguarda il mese in cui si tiene il Mobile World Congress (fine Febbraio/inizio Marzo). Settembre è anche il mese in cui Apple presenta e mette in vendita il suo iPhone. Quindi l’obiettivo di Samsung era abbastanza chiaro: anticipare tutti, compresa Apple e lanciare il suo per contrastare le vendite di iPhone 7.  iphone7plus

Peccato che tutto questo abbia prodotto l’effetto contrario, perché proprio Apple sta beneficiando dello stop al Note7. Apple e Samsung hanno due modi diversi di rapportarsi al mercato mobile che va alla velocità della luce. Apple con l’ultimo modello di iphone ha cercato di rallentare l’innovazione  con tre dispositivi (iPhone 6, 6s, 7) con lo stesso design.  Samsung cerca di inserire caratteristiche distintive nei suoi dispositivi.

Oppure, come in questo caso, lancia uno smartphone molto simile al portabandiera presentato sei mesi prima, S7 Edge, ma con l’aggiunta della S-Pen, in tutta fretta per anticipare la principale azienda concorrente. Sono anni che i software degli smartphone vengono per lo più testati da noi consumatori.

Di fatto lavoriamo inconsapevolmente per le aziende produttrici di smartphone facendo da beta tester. Questo accade con Apple, Google, HTC, Samsung, con tutti. Assistiamo sempre più spesso a software rilasciati pieni di bug e problemi che si manifestano sin da subito, al punto tale da chiederci se i test in azienda non vengano eseguiti con eccessiva superficialità. Con Note 7 abbiamo superato ogni forma di immaginazione a riguardo, i consumatori hanno testato sul campo l’hardware. Perché? Non c’è stato il tempo di eseguire i dovuti controlli sul dispositivo?

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Pur di arrivare prima Samsung ha fatto un salto nel vuoto sperando che tutto andasse nel verso giusto? Non avremo mai la certezza di ciò, ma i fatti parlano meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale che probabilmente non arriverà. Samsung Galaxy Note 7 è uscito troppo in fretta. Andavano eseguiti maggiori test, per fornire un prodotto funzionante al 100% e per non mettere a repentaglio l’incolumità degli utenti. Samsung esce da questa storia con un danno d’immagine enorme. E con circa 17 miliardi di perdite dovute ai mancati ricavi di vendita delle 19 milioni di unità prodotte. Un disastro tecnologico.

Chi approfitterà di questa debacle? Apple e Google. In Apple se la staranno ridendo di gusto. iPhone 7 Plus ha la strada spianata per quanto riguarda le vendite. Samsung può sperare di contrastarle solo con una buona politica di marketing atta a sfruttare ancora S7 Edge. Google, invece, può operare in maniera più tranquilla con i suoi Pixel e il marketing che sembra voler attuare. E Samsung? L’imperativo è riconquistare in fretta la fiducia dei consumatori. L’azienda sudcoreana possiede tecnologie attualmente superiori a chiunque altro. Speriamo che, qualora il lancio anticipato dovesse concretizzarsi, in Samsung siano sicuri di ciò che stanno facendo.